“Schuttelbrot”

Scopriamo la bontà di questo prodotto tipico alto-atesino: un pane di farina di segale croccante e gustoso a forma di schiacciatina che ha le sue origini in un luogo illuminato dalla splendida bellezza naturale delle Dolomiti.

Il suo nome ha un significato peculiare. “Schuttelbrot”, infatti, significa letteralmente “pane scosso”, ma questa sua denominazione, alquanto curiosa, fa semplicemente riferimento al tipo di movimento che deve essere eseguito, dopo averlo impastato e diviso in panetti, per ottenere la classica forma piatta e schiacciata con cui è conosciuto.

Un pane nobile per ogni tavola

Dal punto di vista nutrizionale può essere considerato un pane nobile e di alta qualità.

La farina di segale, il suo ingrediente di base, è, infatti, molto ricca di fibre, di vitamine, di sali minerali, di acido folico, oltre ad avere un basso impatto glicemico, caratteristica importante e da non trascurare sia per chi a tavola vuole rivolgere l’attenzione anche al controllo del peso e senza rinunciare al gusto, sia per chi abbia problematiche di salute quali il diabete.

Lo “Schuttelbrot” si presenta in panini dalla forma tonda e piatta. La sua caratteristica e croccante durezza lo rende particolarmente sfizioso.

In Alto-Adige viene di solito gustato come merenda o spuntino: è davvero squisito insieme con gli affettati, i formaggi di varia consistenza, con un poco di burro di qualità, creando un accostamento di sapori che non manca di essere ulteriormente valorizzato, come tradizione vuole, da un buon bicchiere di vino.

Le sue origini: Fiè

L’altra denominazione con cui è conosciuto, “pane di Fiè”, fa riferimento al luogo della sua origine.

Fiè è un paese situato nella provincia autonoma di Bolzano e il suo bellissimo panorama si lascia ammirare con i contorni disegnati dalle maestose montagne che lo circondano, mentre il suo famoso laghetto è una meta turistica ben nota, che permette di trascorrere giornate di pieno relax sia in inverno, quando si ghiaccia e si trasforma in una pista pattinabile, sia durante la stagione estiva, quando si offre alla balneazione con le sue acque sempre limpide e pulitissime.

Come viene lavorato lo “Schuttelbrot”

Per ottenere il suo tipico sapore, oltre alla farina di segnale, a quella di frumento, al lievito di birra e all’acqua, sono necessari anche i semi di trigonella, di finocchio e di cumino che ne completano la peculiarità organolettica.

La sua lavorazione è divisa in due momenti e comprende la creazione non solo dell’impasto, ma anche della biga, ossia una sorta di pre-impasto che si ottiene mescolando la farina di segale, l’acqua e il lievito di birra fresco.

La biga, una volta preparata, va fatta riposare nel forno spento, dopo averla ben coperta, per il tempo di un’ora, trascorso il quale può essere di nuovo utilizzata per completare l’impasto aggiungendo il resto degli ingredienti: farina di segale, farina di frumento, lievito di birra, acqua, un pizzico di sale e tutti i semi.

Quando l’impasto sarà pronto, non rimane altro da fare che dividerlo in panetti di circa 150 gr l’uno e che andranno fatti riposare. Dopo questa operazione, si può passare al momento topico della lavorazione dello “Schuttelbrot”, ossia la famosa “scossa”: i panetti vanno sistemati su un tagliere di legno, uno alla volta, per essere, appunto, “scossi” tramite un movimento ben preciso e circolare che, piano piano, li appiattirà.

La cottura va fatta nel forno statico a 220 gradi per 30 minuti. Una volta pronti, però, i panini non devono essere subito portati in tavola, ma devono essere fatti seccare, così da ottenere quella croccantezza che è la loro caratteristica peculiare.

Come si gusta

Passiamo alle note golose che offre questo prodotto tipico e scopriamo come lo “Schuttelbrot” si dona al palato in tutta la sua squisitezza.

Uno degli accostamenti più tradizionali è sicuramente quello con lo speck anche se, naturalmente, è ottimo anche con tutti gli altri tipi di affettato, prosciutto crudo, stagionato o meno, salame di peculiare piccante, etc. E’ particolarmente squisito con i formaggi sia morbidi che a pasta dura e, da questo punto di vista, si consiglia di scoprire l’ottimo abbinamento con l’intensità del formaggio pecorino.

Lo “Schuttelbrot” si può trasformare nell’idea originale per offrire una stuzzicante novità dal gusto alto-atesino che va a completare un’apericena e può essere anche utilizzato come ingrediente nella preparazione di vari formati di pasta all’uovo semplicemente sbriciolandolo e aggiungendolo al classico impasto a base di uova e farina.

Curiosità

Essendo duro e croccante, questo tipo di pane deve essere, naturalmente, spezzato per poterlo gustare. Questa operazione, però, deve essere fatta seguendo rigorosamente una metodica tradizionale ben precisa, ossia colpendo il panino esattamente al centro con un pugno ben assestato e mirato, ma, nello stesso tempo, leggero, che lo dividerà in tanti pezzi. Bon Appétit.

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