Zafferano dell’Aquila DOP

Lo Zafferano dell’Aquila DOP è un prodotto pregiato e prezioso: scopriamo le sue caratteristiche e in quanti modi diversi può rendere ricco il menu

zafferanoLa sua pianta si presenta in modo molto elegante e colorato: i suoi fiori, infatti, sono disegnati in una forma armonica e delicata, con un’altezza che arriva fino a 40 centimetri e, sopratutto, con una variazione cromatica tipica e fascinosa, che vede dominare una bella tonalità violetto intensa.

E’ proprio dagli stimmi di questi bellissimi fiori che si ottiene il prezioso prodotto che rende peculiare e raffinato il sapore delle pietanze.

Lo Zafferano dell’Aquila DOP racconta tutta la sua alta qualità e un sapore tipico che lo rende davvero prelibato. E’ una coltivazione tipica dell’altopiano di Navelli e che, poi, si è estesa in tutto il territorio della provincia de L’Aquila, diventando uno dei prodotti tipici più famosi e più apprezzati a livello mondiale e vanto della terra abruzzese.

L’altopiano di Navelli

Dal punto di vista geografico, si trova in provincia de L’Aquila e ad un’altezza di circa 700 metri. E’ circondato dalla bellezza peculiare del paesaggio naturale che offre una regione come l’Abruzzo: dalla suggestione della montagna del Gran Sasso e della Majella alla bellezza della Valle Peligna.

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E’ da sottolineare, inoltre, che Navelli fa parte dei borghi più belli d’Italia e si offre allo scenario turistico con una serie di monumenti e costruzioni storiche e religiose che meritano di essere visitate, insieme con la suggestione dell’antica Necropoli, che risale al II-I secolo a.C.

Lo zafferano: dalla mitologia alla tavola

C’è una bella leggenda, che ci riporta al fascino della mitologia, che racconta in che modo lo zafferano è stato creato e vale la pena di conoscerla, perché rende quasi magico questo prodotto della natura così affascinante e prezioso.

Si racconta che tutto ebbe inizio dall’amore contrastato tra Crocus – un comune mortale – e la ninfa Smilace. Questo amore scatenò la gelosia di Ermes – di cui la Ninfa era la preferita – e per vendetta il dio trasformò Crocus nella pianta di zafferano, il cui nome scientifico è proprio Crocus Sativus.

Lo Zafferano dell’Aquila

Quali sono le caratteristiche di questo prodotto così pregiato? Lo Zafferano dell’Aquila ha un colore molto vivace che si unisce ad un sapore peculiare, intenso e gradevole, molto pronunciato.

Il riconoscimento della DOP è stato ottenuto nel 2005 e nello stesso anno è stato creato il Consorzio per la sua Tutela.

Il Disciplinare ne sottolinea l’alta qualità e lo indica come un prodotto ottenuto dalla tostatura degli stimmi del fiore di zafferano e che può essere messo in commercio in fili oppure macinato in polvere.

La cura nella sua produzione si conferma, naturalmente, già dal momento della semina, che deve avvenire secondo dei parametri ben precisi che riguardano sia la profondità del terreno a cui viene seminata la pianta (30 centimetri) e sia il riferimento al fatto che come fertilizzante deve essere utilizzato solo concime organico.

I bellissimi fiori della sua pianta hanno sei petali che raccontano le varie sfumature e tonalità del colore violetto, mentre lo stimma all’interno – da cui viene ricavato il prodotto finale – è di colore rosso scarlatto intenso.

I fiori di zafferano devono essere raccolti prima dell’alba, quindi quando sono ancora chiusi. L’apertura dei petali avviene, infatti, solo dopo che sono stati portati nelle case ed è così che gli stimmi vengono asportati.

Il procedimento di tostatura a cui devono essere sottoposti è molto importate e nello stesso molto semplice: gli stimmi vengono sistemati su un setaccio da farina capovolto e che va, a sua volta, sistemato su una brace di legno di mandorlo (o di quercia). E’ in questo modo che si ottengono i fili di questo prezioso prodotto. Se, invece, si vuole ricavarne la polvere, non rimane da fare altro che passarli in un macinino.

La qualità dello Zafferano dell’Aquila viene, inoltre, garantita dalla disposizione di utilizzare esclusivamente materiali di carta o di vetro per quanto riguarda il contenitore o l’incarto con cui viene messo in commercio, quindi è proibito l’utilizzo di barattoli o altri contenitori in plastica.

E’ da sottolineare che sono necessari ben 200.000 fiori di zafferano per ricavare solo 1 chilogrammo di prodotto. 

Un sapore prezioso in cucina

Lo zafferano è il segreto per rendere le pietanze ancora più prelibate e si può utilizzare sia in fili che macinato.

Nel caso in cui si scelga quello in fili si ha la garanzia di ottenere un risultato finale ancora pià squisito, ma prima di poterlo aggiungere alla preparazione dei piatti è necessario lasciarlo in una ciotola con acqua tiepida per qualche ora e va sempre aggiunto alle pietanze a fine cottura. Ma come possiamo usare lo zafferano in cucina?

La prima idea, pratica e molto golosa, che possiamo mettere in pratica è quella di preparare un ottimo e classico risotto: è una ricetta molto semplice e genuina, che viene ad essere ulteriormente valorizzata con la scelta di un riso come il Carnaroli, più che adatto a rendere un risultato finale davvero ottimo.

Molto peculiare è l’abbinamento dello zafferano con la carne di agnello da portare in tavola insieme con un condimento di funghi: è una ricetta che mette il sapore aromatico in primo piano ed è un secondo piatto che privilegia il gusto.

Facendo soffriggere un poco di scalogne nel burro e aggiungendo la panna, ci permette di preparare un’ottima salsa che può essere utilizzata per accompagnare il sapore delicato del pesce.

E’, inoltre, un prelibato ingrediente da aggiungere a quelli necessari per cucinare delle polpette di carne davvero speciali e arricchisce, con colore e con sapore, un semplice contorno a base di patate lesse. E non va dimenticato che entra di diritto anche nella preparazione di dolci, biscotti e creme!

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