Riso del Delta del Po IGP

Oggi parliamo dell’alta qualità del riso del Delta del Po IGP: un prodotto che arriva dalla Pianura Padana

slide_1Si coltiva in un’area piuttosto vasta e che comprende le regioni dell’Emilia Romagna e del Veneto: in quella specifica zona che, come suggerisce la sua denominazione, fa parte del Delta del Po.

E’ un territorio che ne favorisce la produzione: grazie alla tipologia del terreno e al clima, si ottiene, infatti, un riso pregiato che arriva sulle nostre tavole e in quelle dei migliori ristoranti del mondo interpretato in mille modi differenti e con tanto gusto.

Il riso del Delpa del Po IGP viene tutelato e valorizzato grazie al lavoro instancabile del Consorzio (di cui fanno parte 12 produttori) che è nato nel 2012 proprio per poter gestire al meglio la produzione, la commercializzazione e la difesa di questo prodotto tipico.

Il Delta del Po

Nel 1999 è entrato a far parte della lista dei territori italiani che hanno ottenuto il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO.

delta-del-po-620x350

Caratterizzato dalla presenza sul terreno delle diramazioni di acqua con cui il fiume Po si divide per poi sfociare nel mare, il Delta offre un panorama davvero suggestivo e bellissimo, che gioca tra i colori, i riflessi e la luce e dona la visione di un ambiente naturale affascinante e tutto da scoprire.

Un riso speciale

Il riso che viene prodotto in questa zona si caratterizza per il suo sapore pregiato, dovuto alla peculiare salinità della zona in cui è coltivato. La sua tipologia è la Japanica e fa parte del gruppo Superfino.

Le prime testimonianze della sua presenza nella zona del Delta risalgano al 1450. E’ da questo periodo in poi che, man mano che i territori venivano bonificati, si cominciò a diffondere questa coltivazione in modo sempre più capillare, fino ad arrivare all’Ottocento, quando questo tipo di coltura si estese a larga scala, diventando una delle produzioni tipiche locali di più alto pregio e qualità.

La semina del riso del Delta del Po può avvenire sia in terreno acquoso che in quello asciutto, ma in quest’ultimo caso dovrà subito essere sommerso con acqua. E’ da ricordare, inoltre, che ogni terreno non viene mai utilizzato per più di otto anni: raggiunta, infatti, la scadenza di questo periodo, viene lasciato riposare per almeno due anni prima di poter riprendere con la semina.

E’ molto importante sottolineare, inoltre, che il terreno ha anche la caratteristica di essere particolarmente ricco dal punto di vista minerale, soprattutto di potassio, quindi l’integrazione con la concimazione viene definita dal Disciplinare secondo delle quantità ben precise, indicate rigidamente e da rispettare.

Le varietà

Nel Disciplinare di Produzione questo riso, che può essere sia integrale che bianco, viene descritto con chicchi dalla caratteristica consistenza, grandi e compatti.

Le varietà con cui viene coltivato sono la Carnaroli, la Volano, la Baldo e la Arborio e ognuna di queste si presta in modo eccellente per realizzare diverse preparazioni culinarie.

In particolare, ricordiamo l’alto pregio organolettico del Carnaroli, un tipo di riso in grado di definire in modo raffinato i nostri piatti: ci permette di preparare dei risotti prelibatissimi che si prestano anche ad interpretazioni particolarmente creative.

Le altre varietà sono tutte molto versatili e si offrono con tutta la loro preziosa squisitezza per cucinare risotti con ogni tipo di condimento, per assaporare al meglio degli sfiziosissimi supplì e tante altre golosità.

Il riso del Delta del Po è, in ogni caso, un alimento ricco di carboidrati, contiene una buona quantità di proteine e di sali minerali ed è molto digeribile. Come è tipico di questo tipo di cereale, offre il vantaggio di essere privo di glutine: caratteristica che lo rende adatto a definire ogni tavola in modo sano e genuino, anche nel caso in cui ci fossero problemi di intolleranze alimentari.

E’ un prodotto sicuramente molto versatile e, scelto sulla base delle diverse varietà, permette di preparare tantissime ricette, da quelle tradizionali a quelle più originali ed elaborate.

Come interpretarlo in cucina?

Il riso del Delta del Po IGP  si racconta con un ricettario molto ampio e variegato e che non può non partire dall’illustrazione del famoso piatto di risotto alla Cannarola: è una vera squisitezza che vede protagonisti i fagioli bolliti insieme con il cotechino e poi arricchiti da un classico soffritto e dalla bontà tipica di questo riso. E’ un primo piatto molto ricco e nutriente, porta in tavola tutto il sapore dell’antica tradizione contadina e va gustato con un vino rosso dal gusto fresco.

Se vogliamo utilizzare il riso come ingrediente per rendere speciali le preparazioni di dolci, può offrire il suo sapore pregiato ad un’ottima torta con frutta secca sbriciolata e qualche candito: in questo caso si consiglia di scegliere la varietà Baldo e di servire la torta solo il giorno successivo alla sua preparazione, in modo da realizzare un vero trionfo di sapori.

La qualità dell’Arborio si presta a rendere perfetto il ripieno dei peperoni, ma anche per cucinare uno squisito risotto al Barolo.

La varietà Carnaroli diventa l’ingrediente principale per un ottimo risotto con radicchio rosso e taleggio: avremo così pronto un primo piatto prelibato e semplicissimo da preparare, leggero e sfizioso. Si esprime a tutto tondo, inoltre, con tanti altri tipi di condimento e tra questi ricordiamo quello a base di scampi e di verdure, che ci permette di portare in tavola una pietanza davvero molto raffinata e gustosa.

Un’altra variazione golosa che vede protagonista il Carnaroli è quella dei tortini di riso con polpa di anguilla: una vera goduria per il palato. E se vogliamo definire un piatto dal sapore in primo piano, ricercato e elegante, ma che non rinuncia a proporre tanto gusto, ecco la soluzione ideale: riso Carnaroli con peperoni e formaggio di fossa, una squisita bontà!

Il Vialone è utilizzato per rendere al meglio la ricetta del riso al tastasal, ossia un impasto di macinato di carne di maiale che deve essere fatto rosolare nel burro e che acquista sapore aggiungendo un poco di vino bianco. A questo impasto va poi aggiunto il riso dopo averlo cotto nel brodo e amalgamando bene il tutto: otterremo un risultato finale più che goloso!

Registrati per inserire ricette, prodotti tipici ed eventi enogastronomici, il servizio è gratuito!