La Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino

La Tinca Gobba Dorata è un’eccellenza ittica della Regione Piemonte e porta sulla tavola il suo gusto inconfondibile e delicatissimo.

tincaTra le province di Cuneo, Asti e Torino si estende il Pianalto di Poirino. E’ un altipiano argilloso che si caratterizza per la presenza di numerosi bacini.

Sono le tampa, le peschiere che costituiscono da sempre l’habitat naturale della Tinca Gobba Dorata, un pesce di acqua dolce, dal colore giallo luminoso e dal sapore raffinato, di qualità pregiatissima che viene allevato in questa zona. Vanta il riconoscimento del marchio DOP, è considerato un prodotto tipico piemontese e viene tutelato in un Presidio specifico di Slow Food: garanzie che ne sottolineano e confermano la sua peculiarità e la prelibatezza della sua carne.

Dal passato al presente

Esistono dei riferimenti all’allevamento e alla vendita di questa ottima varietà di pesce già a partire dal XIII° secolo. Da alcuni documenti dell’epoca è stato infatti rivelato che le tinche venivano utilizzate anche come moneta, per saldare il pagamento delle tassazioni imposte alla popolazione contadina.

Oggi l’attività di riproduzione avviene in oltre un centinaio di peschiere e viene garantita dal lavoro dell’Associazione dei Produttori del Pianalto di Poirino, che si occupa della difesa degli ambienti naturali dei bacini in cui il pesce si riproduce, della creazione di nuovi stagni per aumentarne la produzione e di rimettere in funzione, con un’opera di restauro, quelli che dovessero essere stati dismessi nel tempo.

Conosciamo la Tinca Gobba Dorata

Si distingue proprio grazie alla sua colorazione molto luminosa, in cui prevale la tonalità del giallo (tipica anche della Tinca comune) e che si fonde in sfumature di colore rosso che derivano proprio dalla composizione argillosa delle “terre rosse” del Pianalto di Poirino.

Si riproduce in maniera molto prolifica nelle acque basse delle peschiere della zona. Sono stagni e vasche circondati da un manto erboso in cui viene vietato utilizzare diserbanti o altre sostanze chimiche. In questo modo si tutela il loro ambiente naturale dal rischio di un inquinamento e si può mantenere così inalterato il valore qualitativo e prezioso della sua carne.

Si nutre di zooplancton per tutto il periodo che comprende il primo svezzamento, in seguito vengono aggiunte delle integrazioni di mangime per garantirne l’ingrasso, ma sempre con la garanzia di non utilizzare mai OGM o derivati da farine di carne. Tra i prodotti utilizzati come mangime ci sono cereali, farina di crostacei, uova, semi oleosi e per la maggior parte di questi deve essere garantita l’origine e il reperimento esclusivamente nella zona del Pianalto di Poirino. Viene pescata nel periodo dell’anno che va da aprile a giugno.

Gusto e elementi nutrizionali

E’ apprezzata per la sua carne leggera e magra, dal sapore delicato, con poche spine e che si propone molto compatta e soda. Le vasche in cui viene allevata hanno caratteristiche tali per cui non si forma un fondo melmoso. E’ una peculiarità molto importante, perché è esattamente questo che permette di definire il suo sapore molto raffinato, pulito e morbido, privo di quel retrogusto fangoso che spesso può caratterizzare altre tipologie di pesce d’acqua dolce e che la rende davvero unica come prodotto ittico di pregio.

E’ ricca di proteine e soprattutto è poco grassa, quindi possiamo tranquillamente farla entrare in un qualsiasi tipo di alimentazione che voglia essere equilibrata e in cui, nello stesso tempo, vogliamo avere la garanzia di preparare pietanze che non debbano rinunciare al gusto.

Contiene una quantità importante di fosforo e di magnesio e fornisce le Vitamine A e E. E’, naturalmente, è una buona fonte di grassi insaturi Omega 3 (in particolare di acido linoleico), che sono fondamentali per il controllo del colesterolo, per garantire una buona circolazione e quindi realizzano un effetto benefico di prevenzione dell’occlusione dei vasi sanguigni.

La Tinca Gobba Dorata in cucina

E’ un tipo di pesce molto versatile, per questo lascia spazio alla fantasia e può essere apprezzato nelle modalità di cottura più differenti. La sua delicatezza lo rende adatto a realizzare facilmente molteplici preparazioni culinarie, da quelle più semplici a quelle più studiate e originali, permettendo di portare in tavola sempre delle pietanze molto ricercate e in perfetto equilibrio tra il gusto e la qualità, creando un menu che abbia a cuore anche il buon funzionamento del nostro organismo.

Se vogliamo conoscere tutto il sapore sfizioso e intenso della sua frittura, non possiamo non consigliare di assaggiarla semplicemente fritta in una pentola con un’abbondante quantità di olio extravergine di oliva. E se desideriamo aggiungere un tocco finale alla ricetta e che ci riporti anche alla tradizione della cucina piemontese, basta preparare un condimento a base di vino e aceto, a cui vanno aggiunte delle erbe aromatiche. Dopo essere stata marinata in questo liquido almeno per un giorno, la tinca fritta potrà poi essere gustata in tutta la sua bontà.

E’ consigliata nella preparazione di un risotto che trae origine da una ricetta del 1891 in cui l’Artusi vuole valorizzarla, sottolineandone la bontà anche soltanto quando viene proposta con “una minestra”.  Non mancano, naturalmente, tante altre variazioni golose sul tema e che portano alla realizzazione di ricette più elaborate che la vedono protagonista.

Preparata in crosta di sale e poi condita con una salsa di olio, limone, aglio e prezzemolo, diventa un’idea particolare e originale. E’ ottima in umido e accompagnata dal classico condimento dei piselli e in questo caso ci permette di cucinare una pietanza semplice, ma che ci lascia assaporare la sua bontà in modo completo.

E’ buonissima e diventa ancora più leggera cucinata al cartoccio, in cui viene avvolta con un poco di maggiorana, sale e pepe. Deve essere fatta passare in forno per una ventina di minuti e una volta cotta, basta aggiungere un poco di  olio extravergine di oliva per regalare il tocco finale di sapore, valorizzando tutta la genuina delicatezza e la leggerezza di questo pesce. La zuppa di Tinca Gobba Dorata con patate e cipolline è un’altra golosa idea da tenere presente per la nostra tavola.

Oltre che un secondo di tutto rispetto e pieno di gusto, può diventare un ottimo condimento anche per i primi piatti oppure possiamo utilizzarla per preparare un brodo molto gustoso in cui cuocere i classici tagliolini o altri formati di pasta preferiti. E se la proviamo nella sua versione “panata e fritta”, con l’aggiunta successivamente del succo di limone che ne riequilibra il sapore, avremo la sicurezza di assaggiare una vera golosità.

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